Costo sociale

I costi del fumo

In Italia, dalla Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese risulta che considerando la quota di ricoveri attribuibili al fumo per qualsiasi causa pari al 14,9%, il relativo costo per assistenza ospedaliera attribuibile al fumo è stimabile in 10.007,580 miliardi, pari all’8.3% della spesa sanitaria pubblica totale del 1999 (lo 0,4% del PIL). Se si considerano inoltre le giornate di assenza lavorativa, risulta che la perdita di produttività a causa del fumo è pari a circa 260 miliardi delle vecchie lire.

La somma dei costi per assistenza ospedaliera e per perdita di produttività a causa dell’abitudine al fumo si attesterebbe per l’anno 1999 intorno ai 10.267 miliardi di lire con una incidenza dell’ 8,5% sulla spesa sanitaria pubblica totale.

Dall’altra parte, le industrie del tabacco sono collocate per investimenti pubblicitari nei primi 10 posti in 21 dei 50 Paesi dell’Unione Europea, Asia e Medio-Oriente.

Negli USA, i più recenti dati della Federal Trade Commission indicano che nel 2000 le industrie del tabacco hanno speso circa 700 milioni di dollari in pubblicità su giornali e riviste, e circa 600 milioni di dollari per sponsorship e promozioni. In più, circa 3,5 miliardi di dollari sono stati spesi per gadget e circa 4 miliardi di dollari per spese relative alla partecipazione a fiere e manifestazioni varie.

I risultati di numerosi studi sull’ abitudine al fumo di adolescenti sono concordi nel ritenere questa sia fortemente associata alle diverse forme pubblicitarie messe in atto dalle industrie del settore Tutto questo ci fa capire come lo scopo principale del mercato del tabacco sia di associare un prodotto (le sigarette) ad una necessità psicologica e sociale che i consumatori vogliono o vorrebbero soddisfare, al fine ovviamente di incrementarne il consumo.



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