Il diabete è una patologia molto comune fortemente associata alla Sindrome Metabolica e/o obesità e a stili di vita poco salutari ed è suddiviso in tipo 1 e tipo 2. Il tipo 1 o giovanile comprende solo il 5-10% di tutte le forme ed è caratterizzato dalla distruzione delle cellule B pancreatiche sono deputate alla produzione di insulina (diabete insulino-dipendente).
Il diabete di tipo 2 o alimentare comprende circa il 90-95% di tutte le forme. La percentuale di popolazione mondiale affetta da diabete viene stimata intorno al 5%, mentre circa il 90% della popolazione diabetica è affetta da DM di tipo 2. In Italia la percentuale di individui affetti da tale patologia è mediamente del 3%. Nel 2002 si sono contati nei soli USA più di 18 milioni di persone affette da tale patologia e si calcola che una persona ogni 5 anziani di età superiore ai 65 anni ne sia affetto.
Il diabete non compensato è riconosciuto come un fattore di rischio per la progressione della parodontite. Da un punto di vista patogenetico, il diabete non compensato favorisce la selezione dei batteri parodontopatogeni, determina un’alterata risposta dell’ospite, e si accompagna ad alterazioni tissutali nel connettivo parodontale con deposizione di prodotti metabolici del glucosio (Advanced Glycation end-Products AGEs). Recentemente è stato ipotizzato che l'associazione diabete-parodontite sia di tipo bi-direzionale e che il controllo dell’infezione parodontale e dell’infiammazione ad essa associata possa contribuire a migliorare il livello di controllo glicemico nei diabetici
L'OMS stima che ci sarà un fortissimo incremento di prevalenza di DM negli USA, in Medio Oriente e nel Sud-Est asiatico mentre in Europa l'incremento sarà più modesto. Si ritiene che l’aumento della vita sedentaria possa essere fra i fattori predisponenti allo sviluppo del diabete.
La terapia intensiva (modificazione degli stili di vita, terapia farmacologia specifica per l’iperglicemia, l’ipertensione, dislipidemia e microalbuminuria) rispetto alla terapia convenzionale (solo farmacologica). era più efficace nel prevenire la morte e le complicanze cardiovascolari del diabete di tipo 2.
Sulla base delle evidenze scientifiche l’American Diabetes Association raccomanda la modifica degli stili di vita con l’esercizio fisico fra gli approcci preventivi al diabete di tipo 2. In particolare si raccomanda:
Recentemente l’American Hearth Association (AHA) ha invece introdotto delle linee guida per la prevenzione del rischio cardiovascolare nel paziente diabetico di tipo 2 attraverso l’attività fisica:
L’esercizio fisico dovrebbe essere costantemente monitorato dal medico e personalizzato.