Il principale meccanismo attraverso cui agiscono gli stressori è l’attivazione dell’asse HPA e del sistema nervoso simpatico.
Già nel 1936, Hans Selye definì lo stress come “lo stato in cui il sistema simpatico mimetico e l’asse ipotalamo ipofisario vengono attivati simultaneamente”.
La comunicazione tra sistema nervoso centrale e sistema immunitario avviene attraverso la secrezione di mediatori chimici da parte delle cellule nervose, delle ghiandole endocrine e delle cellule del sistema immunitario formando un network che può essere interrotto dall’intervento di stressori psicologici.
In particolare neurotrasmettitori (norepinefrina, serotonina, dopamina, acetilcolina), neuropeptidi (encefaline, sostanza P, fattore rilasciante corticotropina), neurormoni (ormone della crescita, ormone adrenocorticotropo, prolattina), ormoni surrenalici (corticosteroidi, epinefrina), influenzano la funzione immunitaria sia in vitro che in vivo, essendo presenti recettori per tutte queste molecole su linfociti e macrofagi.
Quindi il sistema immunitario e neuroendocrino presentano comuni recettori e mediatori, suggerendo che il cervello abbia una funzione immunoregolatrice e che, d’altra parte, il sistema immunitario abbia una funzione sensoriale. Le citochine interleukina 1, tumor necrosis factor (TNF) e interferone γ, secreti dalle cellule del sistema immunitario attivato, possono variare, a turno, la funzione dell’asse HPA (Ader et al. 1995, Chrousos, 1995).
Le conoscenze sulle interazioni fra HPA e le reazioni infiammatorie mediate dal sistema immunitario sono giunte a dimostrare come che lo stress psicologico ed altre condizioni psicosociali, come ansia e depressione, conducano ad alterazioni immunologiche e/o ad effetti mediati dal comportamento che possono avere una ripercussione diretta sulla regolazione della risposta immunitaria dell’organismo (Biondi et al. 1997, Irwin et al. 1990).
In situazioni di iperattivazione del sistema allostatico, vengono rilasciate alte concentrazioni di ormone adrenocorticotropo, da parte dell’ipotalamo, e di glucorticoidi, da parte della corteccia surrenalica. In particolare quest’ultimi, hanno un’importante ruolo immunosoppressivo attraverso la riduzione del numero dei linfociti circolanti, dei monociti e degli eosinofili e mediante l’inibizione della migrazione di macrofagi e neutrofili. I corticosteroidi comportano inoltre, una alterazione del complesso sistema di produzione delle citochine, variano l’attività regolatrice dell’interleuchina 12 ed il bilancio fra interleuchina 10 e il TNF, e su altri mediatori dell’infiammazione come l’attività NK , la fagocitosi e l’attività citotossica delle cellule T.( Edna Maria Vissoci Reiche et al. 2004).