Obesità

L'obesità è una malattia cronica fortemente influenzata dagli stili di vita, caratterizzata da un eccesso di massa grassa distribuita in maniera differente nei vari distretti corporei e nei diversi soggetti. Tale condizione è fortemente associata al futuro sviluppo di malattie cardiovascolari. La prevalenza dell'obesità è in aumento in tutti i paesi occidentali, al punto da essere definita come una epidemia. In USA contribuisce a 300.000 morti/anno, diventando in tal modo la 2a causa di morte dopo il fumo.

Il parametro più semplice e quindi più utilizzato per definire il grado di obesità è l'Indice di Massa Corporea (Body Mass Index -BMI) che si ricava dal rapporto tra il peso espresso in chilogrammi e l'altezza in metri al quadrato. Qui di seguito viene riportato il BMI in diversi profili di pazienti per una facile definizione:

  • Paziente sottopeso   BMI<18,5
  • Paziente normopeso  BMI=18,5-24,5
  • Paziente soprappeso BMI=25-29,9
  • Obesità moderata (I grado) BMI= 30-34,9
  • Obesità severa (II grado) BMI=35-39,9
  • Obesità grave (III grave) BMI> 40.

Altro indice usato per la definizione dell’obesità è la misura della circonferenza addominale definita come la circonferenza minima tra la gabbia toracica e l'ombelico con il soggetto in piedi e con i muscoli addominali rilassati. Valori superiori a 94 cm nell'uomo e ad 80 cm nella donna sono indice di obesità viscerale e si associano ad un "rischio moderato". Valori superiori a 102 cm nell'uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un "rischio accentuato" .

Un dato molto preoccupante è l’aumento dell’incidenza dell’obesità nei bambini. Ad esempio per i bambini dai 6 ai 12 anni tra il 1976 e il 1980 il tasso di obesità era del 7% mentre, nella stessa fascia d'età, dal 1988 al 1994 era del 12% per poi passare alla punta del 15% nel 2000.

Negli ultimi anni mentre è emersa una certa associazione fra parodontite ed obesità, è risultato evidente che cambiamenti dello stile di vita, che avevano determinato la riduzione del peso corporeo in persone obese o a rischio obesità, erano efficaci nel ridurre il rischio cardiovascolare.



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