La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che produce la distruzione dei tessuti di supporto del dente e che è causata da un’infezione batterica. Oltre il 30% degli adulti negli Usa e in Europa sono affetti da una qualche forma di malattia dei quali circa il 10% in forma grave. Stili di vita poco salutari come scarsa igiene orale, fumo di sigaretta, ma anche predisposizione genetica possono aumentare la suscettibilità alla malattia parodontale.
Negli ultimi 15 anni numerosi studi clinici ed epidemiologici hanno messo in evidenza l’esistenza di un’associazione fra la parodontite e diverse malattie sistemiche fra cui l’aterosclerosi e le sue complicanze, il diabete e le nascite di neonati sottopeso. Diversi studi sperimentali supportano l’ipotesi che batteri responsabili della parodontite e le loro tossine possano raggiungere il torrente ematico e determinare effetti infettivi a distanza. Accanto all’ipotesi infettiva ha riscosso notevole interesse l’ipotesi infiammatoria, supportata dall’osservazione che nei pazienti affetti da grave parodontite sia presente un notevole aumento di alcuni indici infiammatori. Tale alterata risposta infiammatoria potrebbe interagire con la patogenesi di altre malattie infiammatorie come l’aterosclerosi.
Nonostante non vi sia ancora un’unanimità tra i ricercatori su queste ipotesi, tutti gli studi concordano sul ruolo che alcuni fattori, come ad esempio il fumo di sigaretta, hanno sull’insorgenza di queste patologie, sottolineando l’impatto che gli stili di vita possono avere nel condizionare l’insorgenza sia della parodontite che di altre malattie nello stesso individuo.
Secondo il rapporto del 2002 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) esistono alcuni fattori in grado di influenzare concretamente e in modo negativo la durata della vita di un uomo nei paesi industrializzati. Tali aspetti sono determinati espressamente dal comportamento o dalle abitudini dell’individuo e sono perciò fattori modificabili. Tali fattori sono il fumo, l’uso di sostanze alcoliche, la vita sedentaria, il soprappeso/obesità, il ridotto consumo di frutta e verdura, l’uso di sostanze stupefacenti etc. Tali fattori sono associati ad una riduzione in anni della vita media dell’individuo. Ad esempio il fumo determina una riduzione di 12,2 anni di vita, l’alcolismo una riduzione di 9,2 anni mentre la vita sedentaria riduce l’aspettativa di vita mediamente 3,3 anni. Ovviamente, il peso dei vari fattori si somma con rischio totale di perdita di anni di vita nel momento in cui più stili di vita dannosi coesistono nello stesso individuo.
L’importanza della
modifica degli stili di vita sembra essere fondamentale fin
dall’infanzia. Uno studio
condotto (Baker et al. 2007) su oltre 276 mila individui danesi ha
analizzato
il possibile rapporto fra BMI (indice di massa corporea) nell’infanzia
(bambini
di età compresa fra i 7 e i 13 anni visitati nelle scuole pubbliche ogni
anno)
ed incidenza di patologie cardiovascolari negli adulti
(età >25 anni). I risultati
dello studio dimostrano che esiste un’associazione soprattutto nei
maschi fra
BMI ed aumento dell’incidenza di patologie cardiovascolari negli adulti.
Studi sulle possibili associazioni fra parodontite e malattie cardiovascolari supportano l’impatto degli stili di vita nel predire la mortalità e gli eventi acuti cardiovascolari. Secondo Destefano e collaboratori (1993), soggetti con malattia parodontale avevano un rischio più elevato del 25% di avere patologie cardiovascolari rispetto agli individui senza parodontite. Anche la scarsa igiene orale, quantificata con i livelli di placca e tartaro, era associata ad un’aumentata incidenza di malattie cardiovascolari. Questo studio dimostra come la salute parodontale possa essere considerata un indicatore della salute sistemica e più in generale del livello di prevenzione delle malattie cardiovascolari.