Come molte malattie croniche lo sviluppo della malattia parodontale è legato anche a condizioni che alterano la resistenza dell’ospite nei confronti dei batteri parodontopatogeni.
D’altra parte, la variazione nel grado di severità della malattia parodontale sembra non essere completamente spiegata dalle sole condizioni genetiche, sistemiche, dal fumo, dall’igiene orale o dall’età. I ricercatori pertanto hanno ipotizzato che fattori psicologici come lo stress, l’ansia e la depressione, possano avere un ruolo nel chiarire tale variabilità, in particolare determinando un’alterazione della reazione infiammatoria indotta dall’accumulo di placca, a sua volta controllata dal rapporto fra sistema immunitario e attività neuroendocrina
Data la relazione fra esperienze psicologiche negative ed attività immunitaria, non è sorprendente riscontrare diversi studi clinici osservazionali ed epidemiologici in cui vengano descritti legami esistenti fra stati psicologici negativi, in particolare depressione, e insorgenza e progressione della patologia parodontale.
Alcune ricerche propongono che lo stress sia positivamente correlato così come gli stati depressivi, con la severità della malattia parodontale.